Casale sul Sile

Scritto il 01/03/2014
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CENNI STORICI


Il paese è citato la prima volta in un documento del 1101, compilato a Casale Silerii.
Un primo nucleo di Casale sul Sile sorse nel medioevo attorno al castello, a pianta quadrata e provvisto di una torre, che i da Camino, signori di Treviso, utilizzarono durante la lotta contro i Veneziani. Il fortilizio si trovava in posizione strategica: sulla riva destra del Sile, poteva controllarne i traffici. La funzione strategica e difensiva dell'edificio era potenziata anche da una galleria sotterranea di attraversamento del fiume adiacente, sicuramente - per i tempi - di azzardata e ardua fattibilità, in seguito sprofondata, e di cui si può ancora osservare l'imboccatura diroccata alla base della torre. Sul retro della stessa sono invece visibili le segrete, ove sventurati fuorilegge e 'nemici' veneziani venivano imprigionati. I Carraresi ampliarono il castello casalese aggiungendovi una seconda torre, quella tuttora esistente, mentre quella originaria cadde.
Il castello (a differenza di numerosi altri che furono rasi al suolo dai Veneziani) fu restaurato nel 1418 da Guido Canal, podestà di Treviso, e fu adibito ad abitazione rurale. Nell'Ottocento quel poco che ne rimaneva fu distrutto. Ora la torre (superstite) dei Carraresi è stata restaurata (proprietà fam. Tonolo) ed è inserita in un parco privato perfettamente mantenuto, ma non ancora usufruibile dalla cittadinanza.

 


Origine

L'origine del toponimo Casale, piuttosto diffuso in Italia, è facilmente spiegabile: deriva dal latino casalis, "casolare", "piccolo insediamento rurale. È probabile, infatti, che già in epoca romana il paese costituisse un vicus, ovvero un villaggio di campagna al confine tra gli agri di Treviso e Altino.
La dicitura "sul Sile" è in uso sin dall'epoca medievale (Casale Silerii, 1101; villa Casali super Silerem,1257), ma venne ufficializzata solo nel 1868

 

 

 

 

Chiesa parrocchiale

La settecentesca parrocchiale casalese dell'Assunta – a tre navate – presenta rilevanza artistica per il soffitto affrescato daGiandomenico Tiepolo, che ritrae nella gloria celeste i santi protettori della pieve: san Vincenzo Ferreri e san Ciriaco martire. Pregevoli gli altari delle navate laterali, decorati con intarsi marmorei policromi, tra cui spicca quello del Cristo Crocifisso, rappresentato in marmo bianco. Pregevole l'organo antico, attribuito al Callido, inserito su una corposa cantoria lignea decorata. Si ricorda la risistemazione della chiesa e il complesso restauro dell'organo – negli anni '70 – da parte dell'ex Parroco Mons. don Gino Gomiero.
L'importante tesoro storico-artistico della parrocchiale, mai organizzato in un percorso espositivo-divulgativo per la collettività, testimonia nei secoli l'importanza della Pieve casalese sia come luogo di culto che, strategicamente, di traffici economico-commerciali aventi sempre come vettore fondamentale il Sile, vera arteria fluviale: statuaria sacra ceramico-lignea, preziosi paramenti e ornamenti sacri, calici, ostensori e suppellettili ad uso religioso, antichi preziosi reliquiari (come quello della S.ma Croce per la Processione del Venerdì santo). Rilevante anche il pluri-secolare Archivio parrocchiale, fonte di ricerca fondamentale per gli storici del luogo.
Adiacente alla chiesa, è ancora visibile, ma non accessibile al pubblico, la storica canonica, una delle più antiche ville casalesi (XVI sec.).


Torre carrarese

A differenza del parco privato della torre medievale, merita indubbia visibilità il parco fluviale lungo il Sile, un lungo percorso naturalistico -a piedi o in bicicletta- che, partendo da Casale, dovrebbe presto arrivare fino a Treviso, passando per il lungo-Sile di Lughignano, Casier e Silea. Una volta, lungo quegli argini, robusti animali da tiro trainavano -con spesse corde- i barconi carichi di materie prime, destinate a Venezia e poi caricate su navi.


Ville venete

Nei dintorni di Casale sorsero numerose ville di patrizi veneziani.
 Villa Cornaro-Gabbianelli (fine XV secolo)
 Villa Mantovani-Orsetti, villa Canossa  (XVII secolo)
 Villa Bembo-Caliari (prima del XVII secolo)